Un grande successo di pubblico ieri sera al Cairo per una delle voci più rappresentative del jazz italiano, da sempre impegnata nella ricerca di linguaggi innovativi e nella valorizzazione della creatività femminile.

Ada Montellanico ha proposto al teatro El Samer, per iniziativa dell'Istituto italiano di Cultura diretto da Maurizio Guerra, il suo 'Canto proibito' una ardita contaminazione tra cantate tardo barocche e suggestioni di jazz contemporaneo realizzata con il compositore e trombettista Giovanni Falzone.

Ad accompagnarli, Filippo Vignato al trombone, Giulio Scianatico al contrabbasso e Ermanno Baron alla batteria, tra le figure di maggior spicco del panorama jazz italiano del momento.

'Io amo tantissimo questo repertorio - racconta Montellanico - e mi interessa molto anche l'aspetto storico sociale che quell'epoca rappresenta al massimo delle sue contraddizioni tra l'emergere di talenti straordinari e proibizioni, specialmente per le donne".

Alle donne era per esempio proibito esibirsi su un palco, il che non impedì a Barbara Strozzi di scrivere bellissime pagine di musica. Pagine alle quali Ada Montellanico ha dato un gusto del tutto nuovo. Attraverso le opere di Scarlatti, Händel, Caldara, Carissimi, Cesti, Cavalli e della stessa Barbara Strozzi, l'artista ne ha restituito la forza e la sensualità, anche grazie agli arrangiamenti di Giovanni Falzone.