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Il ministro russo (già dato in declino) di nuovo protagonista: dal "New Start" al "dialogo con gli Usa" sull'annessione del Donbass, fino all'avviso sui fondi congelati dall'Ue: "Inganno e rapina"

Lo davano per congedato, accantonato o addirittura licenziato. Invece Sergei Lavrov è sempre lì, ben saldo al posto di capo della diplomazia russa coperto da quasi un ventennio. Per capirlo bastano le dichiarazioni inanellate dal ministro nelle ultime 24 ore. Dichiarazioni che comprendono tutti i temi cruciali della politica estera russa dalla "querelle" con l'amministrazione Usa sul rinnovo dei trattati Start sugli arsenali nucleari, allo scontro con Bruxelles sull'utilizzo dei beni russi congelati dal'Unione Europea fino alla ripresa dei colloqui per un "cessate il fuoco" in Ucraina con l'omologo statunitense Marco Rubio. Un tema, quest'ultimo, quasi obbligato per spazzare via le indiscrezioni diffusesi dopo la mancata partecipazione di Lavrov al Consiglio di Sicurezza di mercoledì scorso.