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Il ministro degli Esteri russo si dice pronto ad incontrare il segretario di Stato Usa Marco Rubio
Per la seconda volta in due giorni torna a farsi vivo Serghei Lavrov. Il ministro degli Esteri russo, la cui assenza mercoledì scorso ad una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale non era passata inosservata, ha oggi dichiarato che i territori di "Crimea, Donbass e Novorossiya" annessi tramite i referendum del 2014 e del 2022 non sono in discussione e che la Russia risponderà in modo "appropriato" se i Paesi occidentali alleati dell'Ucraina dovessero decidere di trasferire a Kiev i beni russi congelati. "Il cinismo con cui la Commissione Europea interpreta la Carta dell'Onu e altre norme giuridiche internazionali, comprese le disposizioni sull'immunità sovrana e l'inviolabilità degli assett delle banche centrali, ha smesso da tempo di sorprendere", ha detto Lavrov in un'intervista concessa all'agenzia Ria Novosti aggiungendo che "tali azioni costituiscono un vero e proprio inganno e una rapina".










