La Russia tende nuovamente la mano agli Stati Uniti per una ripresa del negoziato.
"Sono pronto a incontrare Marco Rubio", ha fatto sapere il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, dopo il fallimentare colloquio con il collega americano che aveva fatto saltare il vertice Trump-Putin a Budapest. La linea è sempre la stessa, Mosca è disposta a parlare soltanto con Washington, mentre l'Ue resta un nemico che vuole "rapinare" i russi utilizzando gli asset congelati per finanziare Kiev. E in attesa che la diplomazia batta un colpo, le bombe continuano a cadere in modo incessante sull'Ucraina. Alle prese con lunghi blackout programmati per riconnettere le reti energetiche danneggiate dai raid di sabato notte. A complicare i piani di Kiev c'è anche lo shutdown negli Usa: secondo Axios, 5 miliardi in armi americane destinate ai Paesi della Nato per il Paese sotto occupazione sono stati bloccati. Lavrov è tornato a parlare ai media russi per il secondo giorno consecutivo, mettendo ancora una volta a tacere le voci che avesse perso i favori del Cremlino. In un'intervista a Ria Novosti, il ministro di Putin ha minimizzato la rottura dei contatti con il segretario di Stato Rubio, affermando che entrambi "comprendiamo la necessità di una comunicazione regolare", per "promuovere l'agenda bilaterale" e per "discutere della questione ucraina".






