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Fino a giovedì non si sapeva che fine avesse fatto il “Fiorentino”, uno dei diamanti più preziosi mai esistiti. Era appartenuto alla famiglia reale degli Asburgo e prima ancora ai Medici, la famiglia fiorentina che governò Firenze e la Toscana per trecento anni, e da cui prende il nome. Dopo oltre cento anni di teorie sulla sparizione del diamante, gli eredi degli Asburgo hanno rivelato che il Fiorentino non era mai stato perso, e che da circa ottant’anni lo custodiscono, insieme ad altri gioielli, in un caveau di una banca in Canada. L’imperatrice Zita, moglie dell’ultimo imperatore d’Austria e Ungheria Carlo I, si era trasferita lì con gli otto figli durante la Seconda guerra mondiale.
Ora che si è scoperto che il diamante non è scomparso, tuttavia, potrebbe aprirsi una questione su chi ne sia il legittimo proprietario, per via di una vecchia legge austriaca risalente al periodo della fuga degli Asburgo dal paese.
Il Fiorentino è molto prezioso non soltanto per la sua storia legata a due delle dinastie più importanti d’Europa, ma anche per la sua nitidezza, il suo colore giallo e i suoi 137 carati (un carato equivale a 0,2 grammi, e in genere i diamanti sugli anelli variano tra gli 0,5 e i 2 carati). Divenne ancora più importante a partire dagli anni Venti del secolo scorso, quando si diffuse la notizia che fosse sparito durante l’esilio in Svizzera di Carlo I, proprietario del diamante, che nel 1918 abbandonò Vienna a causa della sconfitta nella Prima guerra mondiale. Sulla scomparsa del diamante non si seppe mai molto: si disse che era stato venduto dalla famiglia per ottenere denaro, che fosse stato rubato o che fosse stato tagliato in diamanti più piccoli.












