Sembrava perduto. Si diceva che fosse stato rubato o che gli Asburgo lo avessero venduto. Oppure smembrato, secondo quanto riportato nelle memorie di un commerciante di pietre preziose svizzero pubblicate nel 1966. In realtà esiste ancora, in tutta la sua opulenza, con i suoi 137,27 carati e le sue 127 faccette. La Regione Toscana lo reclama. È il leggendario diamante giallo Fiorentino, uno dei più grandi al mondo. Un tesoro degli Asburgo Lorena che però, documenti alla mano, rientra fra i beni che Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina, elencò fra le gioie “unite allo Stato”, e dunque da mantenere in Toscana. Questa è la tesi della Regione, che ha aperto un canale d’interlocuzione con Carlo d’Asburgo-Lorena, nipote dell’ultimo imperatore d’Austria tra i possessori attuali, il quale a inizio novembre aveva rivelato al settimanale tedesco Der Speiegl che la preziosissima pietra si trova insieme ad altri gioielli di famiglia in una cassetta di sicurezza in Canada.

Il Patto dell’Elettrice Palatina

Il cosiddetto “Florentiner” appartiene alla Toscana «non moralmente, ma materialmente», ha affermato il governatore Eugenio Giani, illustrando alla stampa la documentazione secondo cui il diamante «ricade fra i beni che l’Elettrice Palatina vuole siano esposti, mantenuti, nella regione Toscana a ornamento dello Stato o per favorire la curiosità dei forestieri», in virtù del Patto di Famiglia: la pietra risulta citata nell’allegato del 1740 che integra il testamento del 1737.