PADOVA/VENEZIA - La camera ardente nella sala Terracielo di Modena sarà aperta fino alle 11. Poi, alle 12, la salma di Stefania Palmieri – la 36enne morta al nono mese di gravidanza in un incidente sull’A22 del Brennero, tra Mantova e Verona – raggiungerà la chiesa di San Lazzaro (sempre a Modena) per il funerale. Al termine del quale la 36enne, che fino a luglio aveva vissuto a Padova con il fidanzato, verrà sepolta nel cimitero di Porto Mantovano, comune in provincia di Mantova, dove la mamma ha una tomba di famiglia.
Dopo due anni trascorsi a Padova, Stefania era tornata nella casa in cui era nata, a Modena, per vivere assieme alla propria famiglia gli ultimi giorni di una gravidanza delicata. La scelta di trasferirsi in Veneto era arrivata per motivi di lavoro, dopo aver ottenuto una promozione all’interno della Autry International, azienda di abbigliamento con sede legale a Milano e operativa a Dolo, nel Veneziano, dov’era direttrice delle risorse umane.
La sua era una maternità a rischio, e già nei primi mesi Stefania aveva continuato a lavorare da casa, in smart working. Poi, con l’estate, la scelta di interrompere l’attività e di lasciare anche l’appartamento di Padova dove viveva con il compagno, per ritrovare la serenità accanto ai genitori. «Con noi dipendenti ha sempre mantenuto un profilo molto professionale – racconta una collega – Era solare ma al contempo posata, precisa, inquadrata. Non aveva stretto amicizie fortissime, se non con una collega delle risorse umane che era diventata per lei un vero punto di riferimento. Soltanto a guardarla, dava l’idea di una persona capace, preparata, adatta a lavorare con le persone».











