Chi si libera dall’ombra lunga di un narcisista può, e deve, riflettere sul vissuto e trarne occasione per analizzare se stessa. Ne parliamo insieme alla dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa e alla dottoressa Erica Poli, psichiatra e psicoterapeuta
di Sarah Barberis
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Tutte ne abbiamo incontrato almeno uno, molte di noi sono cadute nella sua trappola. Il “narcisista” è ormai ovunque: citato a sproposito nei reel, brandito come etichetta nei post motivazionali. Ma dietro il termine inflazionato - si parla di un 2% della popolazione che risponde effettivamente alla diagnosi di disturbo narcisistico della personalità - c’è una figura reale, fatta di comportamenti specifici che si insinuano, più spesso di quanto crediamo, nelle dinamiche affettive.
In amore, un narcisista è facilmente riconoscibile da tutti - tranne che dalla sua vittima. Ripropone infatti uno schema comportamentale piuttosto prevedibile. Spesso è un’amica la prima a farci notare il pericolo, ma a quel punto siamo già troppo coinvolte per riuscire a tirarcene fuori. “Il narcisista si presenta con il classico love bombing, un bombardamento d’amore che genera un potente aggancio iniziale: la vittima finisce sotto l’effetto intossicante di dopamina, ossitocina e altre sostanze, un cocktail così inebriante da farla sentire ‘tre metri sopra il cielo’”, spiega la psicologa e criminologa Roberta Bruzzone, che ha dedicato al tema il programma televisivo Nella mente di Narciso. “A quel punto”, continua, “la vittima ha una forte motivazione a restare, anche quando il narcisista si smaschera e inizia a infliggerle umiliazioni, ricatti emotivi e colpevolizzazioni da cui non riesce più a liberarsi”. Una volta caduta nella trappola, uscire è difficile. “La vittima spera continuamente di tornare all’idillio iniziale, che però non si ripresenta mai: la relazione peggiora e basta, e l’epilogo è quasi sempre lo stesso”, prosegue Bruzzone. “Nel migliore dei casi, se riesce a sottrarsi e decide di ricostruire la propria vita, l’attende un lungo percorso terapeutico. Perché la domanda cruciale è: com’è stato possibile che il comportamento del narcisista attecchisse? Evidentemente c’era un terreno favorevole, ed è proprio su quel terreno che la vittima dovrà interrogarsi e assumersi le proprie responsabilità”.






