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9 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:11

“Il 9 novembre rappresenta luci e ombre, gli abissi più profondi e i momenti più felici della nostra storia”, ha ricordato il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier (SPD) citando tre eventi significativi accaduti in Germania in questa data: la proclamazione della Prima Repubblica Tedesca nel 1918, i Pogrom del novembre 1938 nel Terzo Reich e la caduta del Muro di Berlino nel 1989. A questi si deve aggiungere il fallimento del putsch di Hitler il 9 novembre 1923. Il 9 novembre riguarda “il nucleo della nostra identità”. Un’occasione per il Presidente di indicare che la democrazia nel Paese è minacciata come mai prima: “L’estrema destra attira le persone”. Senza nominare esplicitamente la AfD ha sottolineato che “un partito che intraprende la strada dell’ostilità aggressiva nei confronti della Costituzione deve sempre fare i conti con la possibilità di essere messo al bando”. Ammonendo: “Il nostro è un patriottismo dai toni pacati. Deve essere così, perché la responsabilità per la nostra storia non scompare”.

1918. La rivoluzione raggiunge la capitale. La maggior parte dei lavoratori berlinesi aderisce alla convocazione dello sciopero generale dei delegati sindacali rivoluzionari e del gruppo spartachista, indetta anche in un’edizione speciale del quotidiano socialdemocratico maggioritario Vorwärts. I dimostranti con bandiere rosse chiedono la fine immediata della guerra, un adeguato approvvigionamento alimentare, la rottura con lo Stato autoritario monarchico e una riorganizzazione completa delle condizioni politiche. Dopo tormentate vicissitudini, il Kaiser decide infine di andare in esilio. Con l’attraversamento del confine di Guglielmo II, nelle prime ore del mattino del 10 novembre 1918, è sancita la fine della monarchia in Germania. Nel primo pomeriggio il socialdemocratico Friedrich Ebert assume le funzioni ufficiali di Cancelliere; invita i tedeschi a seguire il nuovo governo popolare e conclude il suo primo appello con l’incitamento “lunga vita alla Repubblica tedesca!”. Poco dopo anche il leader della Lega Spartachista, Karl Liebknecht, si rivolge ai dimostranti riuniti proclamando la libera repubblica socialista.