Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Trentasei anni fa il coraggio e la voglia di libertà di chi per anni aveva vissuto sotto il giogo comunista ha scritto la storia: "Ricordiamo chi ha sofferto, chi ha sperato, chi ha avuto il coraggio di credere che il mondo potesse cambiare"
Il 9 novembre 1989 l'Europa iniziava il suo percorso di unificazione e per la prima volta si è sentita davvero unita. Alle 22.45, le guardie di confine di Berlino, colte di sorpresa e sopraffatte dalla folla crescente e pacifica che premeva contro le barriere, non ricevettero istruzioni chiare su come comportarsi. Il comandante del posto di blocco di Bornholmer Straße, Harald Jäger, per evitare spargimenti di sangue, prese la decisione storica e rischiosa di aprire la barriera: è l'inizio del crollo del muro di Berlino. Tutto è iniziato da un errore di comunicazione, perché nel pomeriggio del 9 novembre, Günter Schabowski, un membro del Politbüro della Germania Est, annunciò per errore che le nuove norme sui viaggi (che avrebbero permesso ai cittadini della Germania Est di andare all'estero) sarebbero entrate in vigore "immediatamente, senza indugio". Ma era previsto che sarebbero state attive dal giorno successivo. I telegiornali diedero la notizia e la popolazione si ammassò ai check point, immagini che sono entrate nella storia.











