MONSELICE - Estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Sono le accuse che hanno portato all'arresto di due uomini nel pomeriggio di venerdì alla trattoria da Paolo in via Montericco, dove la normale pausa pranzo si è trasformata in un incubo per clienti e gestori.

I due arrestati, cittadini di origine nordafricana in evidente stato di alterazione alcolica, hanno tenuto in scacco il locale per oltre un'ora, impedendo l'accesso ai clienti terrorizzati che non osavano entrare e minacciando il titolare di danneggiare arredi e suppellettili se non avesse consegnato loro del denaro. La situazione, già tesa per le molestie rivolte agli avventori presenti nel locale, è precipitata quando i carabinieri della stazione di Monselice, supportati dai colleghi di Bagnoli di Sopra e dalla polizia locale, sono intervenuti su segnalazione della centrale operativa della compagnia di Abano Terme. I militari sono riusciti inizialmente ad allontanare i due facinorosi dal locale, ma la tregua è durata pochi istanti. Uno degli aggressori è infatti rientrato nella trattoria con fare ancora più minaccioso, togliendosi la maglietta in segno di sfida e pretendendo con insistenza che gli venisse servita una bottiglia di vino. Al netto rifiuto della cameriera, visibilmente spaventata dalla situazione, l'uomo ha reagito con violenza afferrandola per un polso e trattenendola con forza nonostante i tentativi della donna di divincolarsi. Un agente della polizia locale si è immediatamente interposto per proteggere la dipendente, ma il suo intervento ha scatenato la furia dell'aggressore. Ne è scaturita una violenta colluttazione durante la quale l'operatore ha subito colpi al volto e al corpo, riportando lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Nel frattempo il complice, rimasto all'esterno del locale, continuava a inveire contro i carabinieri che tentavano di riportare la calma, urlando minacce e improperi. I due hanno opposto strenua resistenza all'identificazione, aggredendo fisicamente i militari che cercavano di bloccarli. La loro violenza non si è placata nemmeno durante il trasporto in caserma, dove hanno continuato a dare in escandescenze. Solo dopo una prolungata opera di contenimento, i carabinieri sono riusciti a completare le procedure di identificazione e arresto. I due sono stati dichiarati in stato di fermo con le accuse di lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, minacce ed estorsione.