Luca Tamburrino e Michele Vivilecchia sono due ragazzi materani poco più che trentenni, il primo 33 e il secondo 35 anni, che, dopo aver lasciato – come tantissimi ragazzi del sud Italia – la propria città per studiare e poi lavorare fuori, al nord e all’estero, hanno deciso di provare a ritornare a casa per cambiare vita tornando alle origini, in una città che oltre alla semplice bellezza, forse, avrebbe potuto offrire molto di più, nonostante tutto. Luca, impiegato nel settore tech, e Michele, psicologo con esperienza nel settore della moda, nell’autunno del 2024 decidono di provare a tornare a vivere stabilmente a Matera e si trovano però ad affrontare dei problemi forse imprevisti.
Non la ricerca di un lavoro, non la mancanza di eventi, di trasporti o di chissà cosa, ma la mancanza di un senso di appartenenza. Quella città che li ha visti crescere fin quando non hanno deciso di partire non era più la stessa, così come erano cambiate le vecchie relazioni. Sembrava di essere in un luogo non più così familiare, con la sensazione di essere stranieri a casa propria. Da questo disagio, Luca e Michele hanno deciso però di creare una comunità. Una comunità di persone che vivevano il loro stesso problema. Non potevano del resto essere gli unici, no? La community, nata un po’ per gioco con un gruppo WhatsApp, si chiama “I ritornati” e dopo 14 mesi vanta oggi oltre 530 iscritti in costante aumento.






