Genova – Un fine pena mai inarrestabile. Sampdoria sempre più ultima, triste e depressa. La sconfitta di Venezia, con un primo tempo disastroso e un secondo con soltanto una ventina di minuti da salvare, è un’ulteriore mazzata. I limiti strutturali, sì. Ma anche caratteriali stanno spingendo la squadra verso il baratro profondo. Leggi anche – Foti duro dopo il ko a Venezia: “Della Samp abbiamo solo la maglia e i tifosi” QUI LE STATISTICHE (LINK) Il Venezia è certamente più forte, ma una squadra meno forte deve metterci la bava alla bocca, la rabbia. E non si sono viste. Non si salva, non si può salvare nessuno. Tutti chiamati in causa e tutti che non possono più nascondersi. Dall’investitore Tey al suo braccio destro Walker, che comanda telefonicamente dall’Isola di Man, al presidente Manfredi, tutti assenti stasera, per arrivare all’area tecnica.

Un'immagine della partita

Bisogna ricostruire anche una unità e una compattezza interna che mancano. C’è bisogno di chiarezza e di trasparenza. Oggi di fiducia nel futuro non se ne può avere e tutte le speranze, per quanto riguarda la squadra, vengono fisiologicamente riposte nel mercato di gennaio. Che il ceo sport Fredberg e il ds Mancini devono preparare, studiare e costruire già da oggi.