“Immaginate di ricevere ogni giorno un bollettino medico che vi informa della salute del paziente più importante che avete: il nostro pianeta. I suoi parametri vitali sono in crisi, eppure lo ignoriamo. Viviamo come se la Terra fosse indistruttibile, come se potessimo continuare a sfruttarla senza conseguenze. Ma la realtà, oggi, è sotto gli occhi di tutti: il pianeta ha la febbre, respira a fatica, e la diagnosi è sempre più grave. E non si tratta solo di ecologia, ma di salute umana, della nostra”. Inizia così la Lettura di Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale con sedi a Firenze, Kitakyushu, Bonn e Parigi, alla Cerimonia inaugurale del XXVII Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica in corso a Roma fino a domani. Una sala gremita di oltre 3mila specialisti e autorità ma anche della massima carica dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha voluto presenziare a questo importante appuntamento dell’oncologia italiana.

Il fragile equilibrio della vita

Il 97% della vita sulla Terra esiste in uno strato sottilissimo di appena 5 chilometri. “È una pellicola impalpabile, delicata come la polvere su un mobile, eppure contiene tutto ciò che conosciamo: piante, animali, esseri umani. Stiamo spingendo questo equilibrio oltre il punto di rottura”, avverte Mancuso. L’umanità, infatti, ha già superato 7 dei 9 limiti planetari che garantivano la stabilità della Terra, una sorta di “check-up globale” che oggi ci dice: attenzione, stiamo uscendo dalla zona di sicurezza.