«Mi difenderò in tribunale». Sono state queste le prime parole di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento, alla notizia dell’imputazione coatta disposta dal gip del Tribunale di Trento, Gianmarco Giua. Respinta la richiesta di archiviazione, il pm dovrà ora formulare l’accusa di “uccisione di animale con crudeltà” (articoli 544 bis e 544 ter comma 1 del Codice penale). Il riferimento è all’orso M90, ucciso il 6 febbraio dell’anno scorso dal Corpo forestale trentino dopo un decreto firmato dal governatore in cui si dava il via libera alla soppressione dell’animale di due anni e mezzo che, qualche giorno prima della tragica fine, aveva seguito una coppia di escursionisti lungo un sentiero di 700 metri nei boschi di Mezzana, in Val di Sole in Trentino.
Fugatti, preso atto della grana giudiziaria innescata anche dalle rimostranze dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), conferma di «essere pronto a presentarsi dinanzi al giudice per difendere le proprie posizioni», spiegando che «la decisione di procedere con il decreto di rimozione è stata adottata in un quadro di piena legittimità, sulla base degli elementi tecnici e delle competenze attribuite alla Provincia, con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità pubblica e garantire la sicurezza del territorio». La procura ora ha dieci giorni di tempo per formalizzare l’iscrizione nel registro degli indagati del presidente Fugatti al quale faranno compagnia, in qualità di indagati, il capo del Corpo forestale del Trentino Raffaele De Col e il dirigente del Servizio foreste e fauna della Provincia di Trento Giovanni Giovannini.











