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8 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 10:59
“It’s not personal: it’s business”. Potrebbe essere questa una battuta per raccontare, qualche ora dopo, l’accordo fatto tra il presidente americano Trump e il primo ministro ungherese Orban in merito all’esenzione di Budapest sul divieto di ottenere petrolio russo. Una decisione che costituisce un colpo non indifferente per l’Ucraina.
Alla base della scelta della Casa Bianca ci sono accordi commerciali. Gli Stati Uniti hanno concesso all’Ungheria un anno di esenzione dalle sanzioni americane sull’importazione di petrolio e di gas dalla Russia. Secondo una nota del Dipartimento di Stato, Budapest avvia un graduale spostamento verso l’approvvigionamento di fonti energetiche occidentali, pur mantenendo il flusso di forniture russe. Orban si è impegnato ad acquistare 600 milioni di dollari di gas naturale liquefatto americano; c’è poi un accordo da 114 milioni di dollari con la Westinghouse Electric Company per la fornitura di combustibile nucleare alla centrale Paks I. Questo impianto che dipende dalle forniture russe dovrebbe iniziare a ricevere sostegno americano dal prossimo anno. Infine, c’è stata la firma su un memorandum d’intesa per una cooperazione nel settore nucleare civile con un investimento fino a 20 miliardi di dollari da parte ungherese per la costruzione di piccoli reattori modulari (SMR).














