Viktor Orban può essere soddisfatto della sua prima visita alla Casa Bianca dalla rielezione di Donald Trump.
Il premier ungherese non ha solo incassato l'endorsement del presidente americano, che ha esortato l'Europa a "rispettarlo di più", ma soprattutto ha ottenuto un'apertura verso l'esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo. E ha visto confermata la sua aspirazione di mediatore nella guerra in Ucraina: "Se ci fosse un incontro con Putin, vorrei si tenesse a Budapest", ha detto il tycoon.
"Sto valutando la questione", ha dichiarato The Donald ammettendo di essere consapevole che per Budapest le sanzioni contro Mosca potrebbero essere più dannose che per altri Paesi.
"E' molto difficile per Orban ottenere petrolio e gas da altre aree. Come sapete, non hanno il vantaggio di avere il mare", ha sottolineato il tycoon. Secondo Bloomberg, la compagnia di raffinazione petrolifera ungherese, la Mol Nyrt., avrebbe trovato un'alternativa con un oleodotto dalla Croazia. Ma nel suo incontro con Trump il premier ungherese ha mantenuto il punto. "Gli spiegherò quali sarebbero le conseguenze per il nostro popolo e per la nostra economia se non ottenessimo petrolio e gas dalla Russia", aveva detto prima di varcare l'ingresso della Casa Bianca. Trump ha già rimosso alcune delle sanzioni imposte dall'amministrazione di Joe Biden all'Ungheria ma ne restano altre tra cui la sospensione del trattato fiscale tra i due Paesi. Tuttavia, sono quelle annunciate da Washington il mese scorso nel tentativo di fare pressione su Putin e mettere fine al conflitto che preoccupano di più il premier magiaro. L'Ungheria importa l'86% del suo petrolio dalla Russia, una quantità che è aumentata da quando Mosca ha lanciato la sua invasione dell'Ucraina nel 2022, secondo il gruppo l'Atlantic Council.












