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Un saggio analizza lo storico incontro del '45 e il "tradimento" da parte di Stalin
Ho scoperto che si può scrivere Yalta o Jalta. L'ortografia è corretta in entrambi i casi, ma cambia il suono. E un po' anche il significato. La prima, con la «Y», evoca i prati dolci di Oxford; la seconda, con la «J», trasmette il fischio del vento e la bufera che urla. Meglio usare la seconda, perché a vincere non furono i giardini dell'università inglese, ma l'asprezza gelata della Siberia. Jalta è il nome della città di Crimea, affacciata sul Mar Nero, diventata sinonimo di mito politico.
A febbraio del 1945, tre uomini Roosevelt, Stalin e Churchill si sedettero con pesanti cappotti a decidere il futuro del mondo. Così, almeno, ci hanno raccontato. In realtà, come dimostra Roberto Motta Sosa nel suo eccellente saggio Il mito di Jalta. Churchill e la divisione dell'Europa (Anteo Edizioni, pagg. 120, euro 16), nessuna spartizione dell'Europa fu firmata lì.






