Andrea Cambiaso torna a raccontarsi in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, partendo da quel giorno a Bruxelles in cui Luciano Spalletti, c.t. della Nazionale, lo definì un calciatore “tridimensionale”. Una definizione che lo colpì subito per originalità: “La presi come un complimento, come qualcosa di diverso per descrivere le mie caratteristiche”. E ancora oggi è convinto che quella lettura anticipasse il calcio moderno: “Penso che, oggi, il calcio vada in quella direzione, occupare gli spazi che si possono creare in campo”.

Un anno dopo, Cambiaso ritrova Spalletti alla Juventus, ma con un’impronta diversa rispetto all’esperienza in Nazionale: “Passione allo stato puro: il tecnico è questo e molto di più”. Il laterale racconta un allenatore più intenso, più diretto, persino sorprendente: “Ti entra nella testa, ti arriva: a volte sa essere originale in ciò che ci dice, ma coglie sempre il punto”. Il cambiamento gli è apparso netto: “Rispetto a quello che ho conosciuto in Nazionale è cambiato parecchio”.

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Quando Spalletti ha dichiarato che la Juventus può rientrare nella lotta scudetto, il gruppo ha reagito compatto: “Quando ce lo ha detto negli spogliatoi… gli siamo andati tutti dietro”. E la spiegazione è pratica: “Questione di numeri…”. Per il bianconero, Inter e Napoli restano le più credibili, ma la corsa è aperta “apertissima”.