Il nuovo sondaggio firmato da Alessandra Ghisleri e rilanciato da Real Politik su Rete 4 ha riaperto una polemica che sembrava sepolta: quella sull’italianità di Jannik Sinner. La domanda proposta agli intervistati — “È giusto che Sinner non paghi le tasse in Italia?” — appare tanto diretta quanto fuorviante.
Non solo perché presuppone una colpa, ma perché rimette in circolo un sospetto tossico: che il miglior sportivo italiano del momento sia, in fondo, “meno italiano” degli altri. È il solito riflesso identitario che riemerge ciclicamente e che trova terreno fertile attorno alle figure vincenti, come se il successo dovesse essere accompagnato da una patente di autenticità nazionale da rinnovare ogni volta.
JANNIK SINNER, SCHIAFFO AI CRITICONI: "CHE PAESE È L'ITALIA"
Jannik Sinner si toglie qualche sassolino dalla scarpa e non dimentica di lanciare una frecciata a chi in questo periodo...
La risposta del sondaggio conferma questa polarizzazione artificiale: il 44,6% considera “sbagliato” che il tennista risieda a Montecarlo, il 43,9% lo ritiene legittimo. Ma il punto è un altro: perché insistiamo a misurare l’amore per l’Italia attraverso un indirizzo di residenza?








