Miami ha un cielo che cambia colore ogni mezz’ora. Sole, grigio, nuvole, sereno. L’E1 Series Village si apre presso la Miami Seaplane Base (idrovolanti), su Watson Island, nella Biscane Bay, in comunione con il Reserve Padel, un club sportivo esclusivo dove un’ora di padel parte da 100 dollari l’ora. I BlueBirds, le barche elettriche volanti, si sfidano nel Main Channel, dove sono state posizionate le boe con il Gps, tra le grandi navi da crociera che qui hanno il loro terminal (c’è anche la storica Queen Elisabeth della Cunard) e al cospetto dei grattacieli di Downtown.
L’Ocean Club, la zona dell’hospitality vip, ha una grande vetrata che lambisce l’acqua. Le barche sono lì davanti. Rodi Basso, il Ceo di E1 Series, l’idea lanciata alcuni anni fa dal Principato di Monaco e che proprio a Miami sta concludendo la sua seconda stagione del suo campionato del mondo, il World E1 UIM Championship, traccia un primo bilancio del circuito che ha messo in atto insieme con Alejandro Agag. E’ un discorso soprattutto incentrato sulla ricaduta economica, sul business.
I RaceBird a Miami (F. Asal)
Basso, qual è il punto sulla stagione 2?
«La stagione 2 è andata molto bene perché siamo passati da 5 a 7 gare e da 2 a 4 continenti, quindi c'è stata una chiara evoluzione e crescita. Siamo uno sport mondiale, quindi globale, ed evidentemente questa è la direzione da seguire».






