Da una parte, tuniche bianche che ondeggiano nel vento e copricapi bloccati dall’igal, il cordoncino nero che li avvolge. Dall’altra, i colori fluorescenti di tute ignifughe, che aderiscono come una seconda pelle al corpo. Sotto la luce abbacinante della perenne estate qatariota, volti noti della finanza e dell’imprenditoria, attori, leggende dello sport, dietro ampi occhiali scuri. È un caleidoscopio di colori e di mondi in apparenza distanti quello che si compone sotto la volta del Corinthia Yacht Club di Doha, per la seconda tappa del campionato mondiale di motoscafi elettrici E1 Series. Una passione relativamente nuova per una competizione e un investimento destinato a crescere, dove convivono un’inaspettata parità di genere, una fortissima sostenibilità ambientale, grande spettacolo e tecnologia all’avanguardia. In acqua, motoscafi dalle linee futuristiche sfrecciano a zero emissioni, con equipaggi, per metà, femminili. Alla frescura dell’aria condizionata dell’Ocean Club Vip hospitality, investitori internazionali e star hollywoodiane giocano la loro partita, a colpi di networking, progetti e accordi milionari. Giunto alla sua seconda edizione, questo campionato è un microcosmo capace di condensare le principali sfide globali, anche grazie al ruolo dei grandi personaggi che vi aderiscono. «Non vogliamo ergerci a paladini dell’innovazione», racconta con schiettezza napoletana l’ingegnere Rodi Basso, ceo e co-fondatore, con l’imprenditore e politico spagnolo Alejandro Agag, dell’E1 Series World Championship. «Certamente parliamo di business, ma associarsi a noi significa anche poter sperimentare tecnologie e soluzioni in ambienti protetti, dove l’omologazione non è stringente e si possono concretizzare concetti all’avanguardia».