Soli, ma per scelta. Sempre più persone nei Paesi occidentali sono single. Se per gran parte della storia dell’uomo la convivenza non è stata una semplice norma ma una necessità, oggi le cose sono nettamente cambiate e l'ascesa di uomini e donne senza un partner è in forte aumento. Lo racconta il settimanale britannico Economist.

Dati alla mano: negli Stati Uniti la percentuale delle persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni che vive da sola è raddoppiata negli ultimi 50 anni, arrivando così al 50% per gli uomini e al 41% per le donne. Secondo i calcoli dell'Economist oggi ci sono 100 milioni di single in più rispetto a quelli che ci sarebbero stati se il tasso di crescita del numero delle coppie fosse rimasto quello del 2017.

Se per alcuni tutto questo è la prova di un decadimento sociale e morale, come per gli attivisti del movimento pro natalità, che credono che l'incapacità dei giovani di “sistemarsi” e procreare minacci il futuro stesso della società, per altri, al contrario, è la prova di autodeterminazione e autosufficienza. Azzura Rinaldi, economista dell’università Unitelma Sapienza di Roma e scrittrice, spiega: “Dovremmo chiederci se il modello della coppia che rimane insieme per tutta la vita funzionava davvero o ha retto solamente perché non c'era una vera alternativa. Ci hanno venduto un sogno romantico, che poi di romantico aveva davvero ben poco. Per secoli una donna non sposata era destinata alla povertà, alla violenza, all'emarginazione dalla famiglia e in cambio del suo ruolo di moglie e madre aveva in cambio soldi, protezione e status. Oggi non è più così”.