Milano, 7 nov. (askanews) – “E’ stato pubblicato sul giornale ‘Il Fatto Quotidiano’ del 5 novembre l’articolo dal titolo ‘Il Garante ci costa 50 milioni l’anno: stipendi da 250 mila euro’. In tale articolo, con richiamo all’anticipazione della puntata di ‘Report’ del prossimo 9 novembre, si prospetta che il costo delle spese di rappresentanza del Garante ammonterebbe a 400 mila euro. Si tratta di dati che esprimono una palese mistificazione, sia metodologica che contenutistica”. Lo afferma il Garante per la Protezione dei Dati Personali, precisando che “le recenti notizie divulgate su stampa e televisioni” sulla situazione finanziaria del Garante, “rendono non più procrastinabili alcuni, necessari, chiarimenti, finalizzati a ribadire, nella verità della rappresentazione, l’efficienza amministrativa dell’Autorità”.

“Fare inchieste giornalistiche sul funzionamento di un’Autorità amministrativa indipendente come il Garante per la protezione dei dati personali rappresenta un elemento centrale nella vita democratica ma è indispensabile che tali inchieste siano svolte senza pregiudizi e con l’obiettività necessaria a garantire all’opinione pubblica un’informazione corretta e attendibile”, sottolinea il Garante della Privacy, mettendosi a disposizione “per ogni ulteriore informazione sia ritenuta utile o necessaria per meglio comprendere i costi di funzionamento dell’Autorità e trarre ogni conseguente conclusione sulla correttezza della sua gestione”.