“Siamo pronti alla mobilitazione, il 17 parte lo sciopero e i primi picchetti di protesta”: scatta anche nella capitale l’allarme per la cessione di Telecontact, società di call center di Tim che per anni si è occupata di assistenza clienti della principale azienda italiana di telefonia e servizi digitali: i dipendenti di Telecontact finiranno nelle mani di una srl neocostituita, la Dna mentre la società controllata da Tim manterrà, secondo i sindacati, alcune attività residuali.

Un’operazione che coinvolge a livello nazionale 1.591 dipendenti di cui 360 a Roma che lavorano nella sede di via Aurelio Saliceti nel cuore di Trastevere: la trattativa con i sindacati per mantenere i dipendenti nel perimetro di altre società del gruppo Tim è fallita nei giorni scorsi e adesso i lavoratori chiedono garanzie per il futuro: la Dna srl dovrebbe continuare a occuparsi di call center e assistenza clienti in outsourcing ma il piano industriale prevede che nei prossimi due ani dovrebbe prendere nuove commesse da altri clienti. In sostanza non potrà più fare affidamento su Tim.

“Il timore è che fra due anni questi dipendenti si trovino senza lavoro e che la società neocostituita non abbia la forza per stare sul mercato”, spiega il segretario generale di Slc Cgil Riccardo Saccone secondo cui è “un’operazione senza alcun senso industriale e senza garanzie che punta a liberarsi di 1591 lavoratrici e lavoratori appartenenti al gruppo”. I dipendenti di Tcc, sigla con cui è conosciuta Telecontact, sono determinati a non mollare. Da più di 20 anni lavorano per Tim e non si aspettavano di essere ceduti a una società a responsabilità limitata nella quale confluiranno anche i 1789 dipendenti di un altra azienda, la Gruppo Distribuzione. “È una operazione che non presenta alcuna prospettiva industriale”, hanno scritto in una nota del 4 novembre i sindacati di categoria, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom. I timori riguardano soprattutto il future dei dipendenti di Telecontact, che in media sono over 50, hanno una esperienza molto settoriale sul customer care e rischiano di non avere molte chances di trovare altri lavori.