DA VEDERE. Meriterebbe un’attenzione migliore di quella che sta ottenendo nelle sale "Springsteen: Liberami dal nulla", lungometraggio che conferma il talento del regista Scott Cooper (“Crazy Heart”, “Hostiles”) e vanta uno strepitoso protagonista quale Jeremy Allen White. Si tratta di una biografia anomala dato che si concentra su un periodo della vita del Boss, i primi anni Ottanta e la sue difficoltà nel dar vita all’album “Nebraska”. Nel complesso, poca musica e tanti dialoghi scritti con cura da Cooper sulla base del libro “Liberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska” di Warren Zanes. Da Oscar quale miglior attore non protagonista Stephen Graham nel ruolo del padre, eccellente come sempre Jeremy Strong.
DA EVITARE. “Io sono Rosa Ricci” potrebbe essere definito come la versione involontariamente comica di “Gomorra”. Il lungometraggio di Lyda Patitucci, attinto dalla fiction Rai di successo “Mare fuori”, racconta infatti una storia a dir poco improbabile, è ricca di situazioni dove la logica sta altrove, presenta interpreti che sembrano usciti da un recital del mitico esilarante gruppo musicale in auge negli anni Settanta I Brutos, inanella scene d’azione imbarazzanti. La Rosa Ricci del titolo è la figlia di un boss napoletano discretamente tonto rapita per vendetta da un boss del narcotraffico colombiano che ricorda il comico personaggio di Vito Catozzo e tenuta prigioniera su un isolotto da due malviventi litigiosi come fossero ospiti di Bianca Berlinguer nel suo talk show su Retequattro. La protagonista Maria Esposito comunque se la cava, fra le altre poche qualità del film figurano la fotografia e la suggestiva ambientazione. “Io sono Rosa Ricci” è nelle sale con i sottotitoli in italiano.






