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Ultimo aggiornamento: 17:11
Carcasse di suinetti abbandonate, ferite trascurate e una seria infestazione di ratti, anche all’interno delle gabbie. È quanto documentato dalla nuova indagine di Greenpeace Italia “Dietro le sbarre”, pubblicata oggi insieme alle impressionanti immagini raccolte in uno degli allevamenti intensivi di proprietà della Società Agricola La Pellegrina S.P.A. a Roncoferraro (Mantova), in Lombardia, ricevute da fonti anonime e verificate dall’organizzazione ambientalista.
“La Pellegrina è detenuta al 100% dal Gruppo Veronesi (Veronesi Holding S.P.A.), l’impero dietro a noti marchi dell’alimentare come AIA, Negroni e Wudy. – si legge nella nota di Greenpeace – Non solo: con i suoi guadagni annuali miliardari, La Pellegrina è anche al secondo posto (dopo Tre Valli, sempre parte del Gruppo Veronesi) tra le prime cinque aziende zootecniche italiane con ricavi annui miliardari (€ 1.651.311.000). La società riceve, inoltre, importanti fondi dalla Politica Agricola Comune: nel 2024 era al 41esimo posto tra i massimi beneficiari della PAC in Italia, con 232.255 euro”.
Nell’allevamento di Roncoferraro, i video e le foto verificati da Greenpeace “raccontano una realtà inaccettabile, in cui sono presenti ratti in tutta la struttura, anche a diretto contatto con i maiali e all’interno delle sezioni maternità, e diverse aree appaiono sporche e invase dagli insetti. Un filmato mostra alcuni ratti in un’area in cui sono stati abortiti dei piccoli, che sono stati poi morsi o mangiati dai ratti. Inoltre, diverse scrofe presentano lacerazioni apparentemente non curate e prolassi uterini, mentre alcune carcasse di suinetti appaiono abbandonate da più di 24 ore. Infine, alcune riprese dall’alto permettono di individuare una perdita di liquami: uno dei pozzi usati per stoccare i reflui sembra ostruito, e per questo motivo parte delle feci e delle urine dei maiali vengono riversate sul terreno aziendale, con possibile rischio di inquinamento per i suoli e le acque circostanti”.







