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23 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:23

C’è una sofferenza che non può avere voce e che sono gli occhi a raccontare. Boccheggiavano, avevano la bava alla bocca e un’alta frequenza respiratoria i 150 maiali stipati a bordo di un camion proveniente da Cuneo e diretto al macello Clai a Faenza. Uno solo delle centinaia che viaggiano lungo le autostrade con temperature da record e con a bordo animali. Il trasportatore si è fermato in un’area di servizio, all’altezza di Modena e ha lasciato i maiali sotto il sole cocente per almeno un’ora e mezza. Con la temperatura di circa 45 gradi all’interno del camion e nessun beverino. Ma se non ci sono obblighi per i viaggi che durano meno di otto ore, quindi per la legge un animale può viaggiare per sette ore, per esempio, senza acqua e con una temperatura di 45 gradi, almeno è previsto che gli autotrasportatori non possano lasciare gli animali sotto il sole in prossimità della destinazione finale, prolungando inutilmente le loro sofferenze. Eppure, neppure questa regola – prima di tutto di buon senso – viene rispettata. E se tutto ciò è consentito da norme nazionali ed europee insufficienti che la Commissione Ue ha proposto di cambiare, tra i Paesi che fanno ostruzionismo c’è proprio l’Italia. Il team investigativo di Essere Animali è tornato a documentare i viaggi di animali vivi diretti verso i grandi macelli dell’Emilia Romagna durante i giorni di allerta meteo per il troppo caldo, quando le temperature interne ai camion possono raggiungere i 50 gradi. E si è trovato davanti a situazioni di ordinaria follia. “Chiediamo che l’Italia prenda una posizione chiara a favore di una revisione della normativa che sia in grado di tutelare le condizioni degli animali coinvolti nella filiera alimentare” commenta Chiara Caprio, responsabile relazioni di Essere Animali.