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Ultimo aggiornamento: 17:01

La quinta rottamazione delle cartelle esattoriali, inserita dal governo Meloni nel ddl di Bilancio, incassa una bocciatura senza appello da parte di tutte le istituzioni indipendenti che hanno esaminato la manovra. I rappresentanti di Banca d’Italia, Corte dei conti e Ufficio parlamentare di bilancio, auditi giovedì dalle commissioni Bilancio congiunte di Senato e Camera, hanno concordato nel rilevare che il vizio di continuare a proporre sanatorie, condoni e definizioni agevolate ha indebolito la credibilità del sistema fiscale e rischia di alimentare l’evasione, mentre la riscossione continua ad arrancare. Il vice segretario della Lega Andrea Crippa ha ritenuto di commentare solo le valutazioni della magistratura contabile, finita nel mirino di Matteo Salvini per il giudizio negativo sul Ponte sullo Stretto: “La Corte dei Conti vive su Marte“, ha detto, “non si spiegano altrimenti i rilievi senza senso a una pace fiscale che non solo è necessaria, ma è anche doverosa per ridare ossigeno a milioni di cittadini, imprenditori e professionisti onesti”. Il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Ostellari, dal canto suo ha tentato di negare che la sanatoria equivalga a un finanziamento dei contribuenti morosi. Il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a margine della propria audizione, si è limitato a garantire che questa rottamazione sarà “l’ultima” e a sostenere che è solo “una sorta di spalmatura” per cui “non pensiamo di perdere gettito”.