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Ultimo aggiornamento: 15:41
Crescono le ombre sul più sanguinoso blitz della storia di Rio de Janeiro, quello che il 28 ottobre ha provocato la morte di 117 persone nelle favelas del Complexo Penha e Alemão. Dei 115 corpi finora identificati, nessuno era stato citato negli atti dell’inchiesta del Ministério Público (MP) sul traffico di droga gestito dal Comando Vermelho, l’organizzazione criminale che controlla buona parte dei quartieri popolari nella zona ovest della città. A confermarlo è il fascicolo d’indagine della Procura carioca, il quale è stata la principale fonte di informazioni usata dalla polizia per pianificare il megablitz. Un’operazione che doveva portare alla cattura dei capi di questo cartello del narcotraffico, ma che è degenerata in 24 ore di guerriglia urbana per le strade di Rio de Janeiro.
Nelle oltre 700 pagine di indagini consegnate dalla Polícia Civil ai magistrati, sono stati iscritti 69 indagati, ma nessuno di loro è presente nell’elenco dei deceduti durante il blitz. Tra le 115 persone identificate, secondo i dati divulgati dalla Polícia Civil, 26 avevano precedenti penali, 78 risultavano imputate per traffico di droga e 43 erano ricercate dalle autorità.









