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Ultimo aggiornamento: 14:14
Sono 5 milioni gli italiani a rischio dipendenze; fra questi, anche giovani (1 su 4) e donne (+80% negli ultimi 10 anni). Un’emergenza silenziosa, dietro cui stanno non solo i consumatori ma anche famiglie, amici, comunità e operatori sanitari, e che verrà affrontata a 360° nel X Congresso Nazionale S.I.Pa.D a Roma, dal 19 al 21 novembre.
Dall’eroina alla cannabis passando per le feniletilammine, sono numerose le sostanze di cui fanno uso 5 milioni di connazionali; di questi, un milione è considerato “consumatore dannoso”, cioè dipendente in modo nocivo dall’alcol. Ma a indurre dipendenza ci sono anche molte sostanze psicoattive: solo nel 2024, ne sono state individuati 79 nuovi tipi, al pari degli altri capaci di far precipitare gli incauti consumatori in un labirinto di cui è difficile trovare l’uscita. Sempre che la si trovi; come testimoniano ogni anno le 600.000 morti – evitabili – nel mondo (dati OMS ed EUDA, Agenzia dell’Unione Europea per le Droghe), causate dall’assunzione di droghe: patologie associate, incidenti, suicidi, overdose.
Anche se tutte le fasce di età e tutte le classi sociali sono coinvolte nel mondo delle droghe, particolarmente esposti sembrano essere i giovani e le donne. A sballarsi regolarmente sono circa 910.000 degli appartenenti alla Generazione Z, cioè uno su 4. E si comincia presto: secondo i dati ufficiali, a bere troppo sono 4 milioni di italiani a partire dagli 11 anni. Al Pronto Soccorso del Bambin Gesù di Roma, per esempio, “arrivano casi di coma etilico a 12 anni, overdose a 15″ (Rai News, 21 agosto 2025). Il 10% degli 8378 accessi ai PS italiani registrati nel 2024, relativi per il 43% alla fascia 25-44 anni, riguardava minorenni. Tra i 15 e i 19 anni, più di 160.000 studenti italiani sono già classificati “poli-consumatori”, nel senso che non si limitano a una sola sostanza psicoattiva, dedicandosi a un pericolosissimo ed esplosivo cocktail. Del resto, non c’è che l’imbarazzo della scelta, come indica l’elevato numero di nuove sostanze psicoattive individuate solo nel 2024, fra cui spiccano catinoni sintetici (27%), cannabinoidi sintetici (24%), feniletilammine (8%) e oppioidi sintetici (8%). Sirene cui non sfugge nemmeno il gentil sesso. “Nelle donne, il fattore di rischio per le dipendenze è lo stress emotivo: la risposta dell’amigdala agli stimoli negativi è più intensa e si lega all’uso di sostanze”, sottolinea la dott. Sarah Vecchio, membro del Consiglio Direttivo S.I.Pa.D, in un post pubblicato da MOHRE (Medical Observatory of Harm Reduction). Meno numerose, le dipendenze femminili sono però più gravi, e spesso riguardano soprattutto l’abuso di farmaci calmanti, dimagranti ecc. Ma non solo, in crescita c’è pure il consumo di alcol: i dati ufficiali indicano che il 10,7% delle donne beve tutti i giorni e il 23,2% lo fa fuori pasto. Ma la tentazione può prendere ben altre forme.













