BARI – Quando parliamo di autismo pensiamo ai bambini. Per decenni gli sforzi di medici e scienziati contro questa condizione si sono concentrati quasi solo su di loro. Molta poca attenzione viene rivolta a quando chi riceve questa diagnosi diventa adulto. Sembra quasi che questi pazienti vengano dimenticati. E poi c’è chi scopre di essere autistico da adulto ma anche qui trova poche risposte alle sue esigenze.

Secondo un’analisi globale sui dati del Global Burden of Disease (GBD), appena pubblicata sulla rivista Frontiers in Public Health esiste una vera e propria ‘crisi silenziosa’ dell’autismo nell’età adulta. Non se ne parla, un fenomeno sommerso che coinvolge molte persone: tra il 1990 e il 2021, il numero globale di individui con un Disturbo dello Spettro Autistico (DSA) nella fascia d’età 15-39 anni è salito da 17,52 milioni a 24,13 milioni.

Un aumento che, anche se legato in parte alla crescita demografica e a una migliore capacità diagnostica, impone una riflessione su quanto siano inadeguati i supporti destinati a questa fascia della popolazione. È questo uno dei temi cruciali affrontati dagli esperti in occasione del 50° congresso nazionale della Società Italiana di Psichiatria (SIP), in corso a Bari fino a sabato.