Bufera in Francia per Shein, il colosso asiatico delle vendite on-line a prezzi stracciati, travolto da scandali e polemiche a ripetizione: dalle accuse di concorrenza sleale fino alla vendita di bambole gonfiabili dall'aspetto di bambine sul suo portale, immediatamente ritirate dalla piattaforma.

Nel giorno dell'apertura tra le proteste del primo punto vendita mondiale di Shein al Bazar de l'Hotel de Ville (Bhv), tra i grandi magazzini più antichi ed emblematici di Parigi, il governo del premier Sébastien Lecornu ha annunciato l'avvio di una procedura di "sospensione" della piattaforma simbolo della cosiddetta fast-fashion.

"Su istruzione del primo ministro, il governo avvia la procedura di sospensione di Shein, il tempo necessario affinché la piattaforma dimostri che l'insieme dei suoi contenuti siano finalmente conformi alle nostre leggi e regolamenti'', avvertono le autorità d'Oltralpe. ''Prendiamo atto dell'annuncio fatto oggi dal governo. La sicurezza dei nostri clienti e l'integrità del nostro marketplace (luogo di vendita virtuale dove vengono messi in vendita prodotti da parte di terzi,ndr.) sono priorità assolute'', ha replicato a stretto giro il portavoce di Shein France, Quentin Ruffat, esprimendo la volontà del gruppo fondato in Cina nel 2012 di ''avviare'' rapidamente un dialogo con Parigi.