Le cassate a Palermo, gli arrosticini e la frittura di paranza nei ristoranti del lungomare a Pescara, le verdure fresche, in particolare i pipi (peperoni) e patate a Crotone. E poi il polpettone a Genova i casonsèi de Berghem, la pasta tradizionale ripiena di Bergamo. E chissà quale piatto romano sceglierà Gian Piero Gasperini, ora che vive nella capitale e allena i giallorossi al seguito di Stephan El Shaarawy. Sono alcuni dei piatti preferiti dal grande allenatore piemontese, nato a Grugliasco (Torino) 67 anni fa, sulla base delle esperienze e dell’attaccamento ai territori dove ha vissuto da calciatore prima e da mister dopo.
Ma se si va a scavare nella memoria e soprattutto negli affetti, sono gli agnolotti al ragù piemontese a scaldargli il cuore. Magari abbinati a un calice di Freisa, quel vitigno autoctono delle colline Torinesi e del Monferrato Astigiano dove Gasperini non solo ha trascorso l’infanzia ma dove oggi passa il tempo libero. Il grande sportivo ha infatti puntato nel mondo del vino, investendo in una tenuta a Castelnuovo Don Bosco (Asti), Cascina Gilli, storicamente nota per la produzione non solo di Freisa ma anche di altri vitigni a bacca rossa come la Malvasia di Schierano e la Barbera, dove oggi l’enologo è Gianpiero Gerbi.







