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Il generale era inviso al governo del Paese, sull'orlo della guerra civile dopo gli scontri tra le diverse tribù

La Libia si libera del criminale di guerra Osama Almasri, scarcerato per errore della magistratura italiana (che ora corre ai ripari alla Consulta) e lo consegna alla Corte penale internazionale. Una mossa che serve più a Tripoli che all'Aja, visto che - come aveva anticipato il Giornale lo scorso 16 maggio - il generale era scomodo per il fragile governo libico, tanto che lo spietato esercito Rada dell'ex direttore del carcere di Mittiga e Tripoli è stato sciolto.

A metà giornata arriva via Facebook la notizia che la Procura generale della Libia ha in custodia cautelare Almasri, convinta dall'Aja che nelle carceri dirette da lui almeno una decina di detenuti avrebbero "subito torture, violenze sessuali, persecuzioni e trattamenti crudeli e umilianti". Dopo un interrogatorio condotto pare dal Pg libico Siddiq al Sour, la Procura lo ha rinviato a giudizio e trattenuto in custodia cautelare, in attesa di formalizzare l'eventuale consegna all'Aja.