La politica avrebbe fatto ricorso al bacino elettorale mafioso controllato dal clan Parisi non solo per le amministrative di Modugno (Bari) nel settembre 2020, dove i voti sarebbero stati comprati per 25 euro l'uno e con la promessa di un posto di lavoro, ma anche per le Europee della primavera 2024.

Per quest'ultima competizione sarebbero stati promessi voti in cambio di un acconto di complessivi 2000-3000 euro, oltre alla disponibilità a soddisfare le esigenze del clan mafioso barese.

E' quanto emerge dagli atti giudiziari che hanno portato all'arresto in carcere del candidato di Fi alla Regione Puglia Antonio Lopez, imprenditore e assessore comunale a Modugno, e di altre cinque persone. Per altri cinque indagati la richiesta di arresto è stata respinta dal gip di Bari.

"Antonio Lopez non lo conoscevo e non lo conosco - prende le distanze Luigi Lobuono, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia -. E' una cosa che mi mortifica molto e mi fa capire che purtroppo le mele marce stanno un po' ovunque. Lo abbiamo visto in passato nel centrosinistra, è capitato oggi qui da noi". Il candidato governatore del centrosinistra, Antonio Decaro, invece, lancia un appello ai cittadini: "Denunciate i tentativi di voto di scambio, perché c'è gente che approfitta di persone in difficoltà. Scambiare il voto significa rubare la democrazia alla nostra comunità e soprattutto alle nuove generazioni". Nell'inchiesta è indagato anche il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, perché - secondo la Dda - era "perfettamente a conoscenza degli 'opachi' rapporti" di Lopez con la mafia.