Forte della nuova alleanza nello spazio, grazie al protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi con Thales e Airbus, Leonardo si presenta al banco di prova dei risultati dei primi nove mesi con ricavi ed Ebitda in crescita nonostante la variazione di perimetro legata alla cessione dell’ex Wass a Fincantieri. A trainare il gruppo guidato da Roberto Cingolani che parla, non a caso, di «positivo andamento» dell’azienda, è soprattutto la performance degli Elicotteri e dell’Elettronica per la Difesa e la Sicurezza.
Ricavi e utile in crescita
I conti vanno così in archivio con un risultato netto ordinario di 466 milioni, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2024, un Ebita in rialzo del 18,9% sul dato restated del periodo comparativo, a 945 milioni, un Ebit in crescita del 13,5%, a 722 milioni, e ricavi per 13,4 miliardi di euro (+11,3%). Gli ordini del periodo sono pari a 18,2 miliardi (+23,4%), sostenuti da un importante ordine per la divisione Aeronautica (addestramento Eurofighter per Kuwait): il portafoglio ordini raggiunge quindi i 47,3 miliardi (1,4 miliardi book-to bill, rapprto tra ordini ricevuti e fatturati).
L’indebitamento
Il free cash flow è negativo per 426 milioni ma migliora rispetto al precedente periodo del 22,5%. L’andamento del Focf e il corrispettivo ricevuto nell’ambito della cessione del business Uas, pari a circa 446 milioni, determinano un conseguente riflesso positivo sull’Indebitamento netto di gruppo (2,3 miliardi), in calo del 25,9% circa rispetto al 30 settembre 2024, mentre a fine 2024 l’esposizione era pari a 1,79 miliardi.









