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5 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:17

Alessia Pifferi ha lasciato per quasi sei giorni la figlia Diana “in condizioni disumane“, da sola nell’abitazione di via Parea a Milano, con soltanto una bottiglietta d’acqua e un biberon di latte a disposizione. La sostituta procuratrice generale di Milano, Lucilla Tontodonati, ricorda ai giudici dell’Assise d’appello di Milano che l’imputata, condannata all’ergastolo in prima grado per avere lasciato morire di stenti la figlia di 18 mesi, è capace di intendere e volere come accertato anche dalla seconda perizia disposta in secondo grado dai giudici.

“La condotta che abbiamo di fronte è particolarmente raccapricciante, ma anche particolarmente difficile da accettare concettualmente – ha detto -, perché è una condotta omissiva. Non è una mamma che butta la figlia dalla finestra, ma che lascia una bambina soffrire per cinque giorni e mezzo nel caldo di luglio a Milano, senza aria condizionata e con le finestre chiuse”. Per la pg, c’è una “difficoltà nell’accettare l’idea che una persona capace di intendere e volere possa fare una cosa del genere. Pensiamo che chi l’ha fatto sia pazzo. Ma questo ormai lo dobbiamo eliminare dal nostro pensiero perché abbiamo ben due perizie d’ufficio, oltre alle consulenze di parte“.