«Ancora lame, ancora violenza, il ministro Piantedosi venga subito in aula a rispondere, se hanno una idea, una strategia su questa piaga. Abbiamo una proposta di legge sui coltelli, discutiamola con urgenza. Non facciamo finta di non vedere». Mentre gli inquirenti ancora davano la caccia all’aspirante killer che in piazza Gae Aulenti ha cercato di uccidere una donna in pieno giorno, gli Sherlock Holmes della sinistra italiana avevano già risolto il caso. La colpa non è dell’uomo, ma del coltello.
Questo almeno è quanto parrebbe di intuire leggendo quando pubblicato su X ieri dal collettivo Nomfup, che fa capo al senatore Dem Filippo Sensi (già portavoce della presidenza del Consiglio dei ministri), e che sembra riferirsi a un disegno di legge presentato la scorsa primavera da Debora Serracchiani. Una proposta che il centrodestra ha ignorato (per fortuna...) e di cui diamo qualche dettaglio: pene fino a tre anni per chi vende coltelli, anche via internet, a minori di diciotto anni. E corsi nelle scuole (dieci ore all’anno) per sensibilizzare sulla questione i giovani. Ora, a parte il fatto che il risultato di questa legge sarebbe al massimo di trascinare qualche negoziante di casalinghi dietro le sbarre e di far perdere un po’ di tempo ai ragazzi, non si capisce dove potrebbe portare questa campagna anti-coltelli dei Dem.






