piemontesi e finisce in Parlamento. La querelle è sorta nei giorni scorsi attorno alla pubblicazione del Diario Amico 2025/26 nelle scuole del Verbanio Cusio Ossola, in Piemonte, uno strumento inclusivo per favorire l’apprendimento scolastico di bambini e ragazzi affetti da DSA. Nel disegno incriminato una mucca regge un cartello con scritto “non sfruttateci”, mentre attorno a lei altre mucche reggono cartelli con scritto “W i vegetali”, “W la frutta”, “No allevamenti intensivi”. Nulla di che. Un messaggio antispecista in difesa degli animali allevati e uccisi per produrre latte e carne. L’immagine è risultata peraltro vincitrice di un concorso promosso dalla Fondazione Comunitaria del Verbano Cusio Ossola.

A corredo del disegno però, come riporta Orizzonte Scuola, la 12enne ha inventato anche un gatto blogger che intervista alcuni animali della fattoria e del bosco: “Mi fanno partorire per poi sfruttarmi e mettere il latte in vendita. È veramente brutto, da tutti quei soldi che ricavano io ci guadagno solo del cibo. Sono davvero dei ladri. Io sono stufa”, spiega la mucca al gatto. Poi nel racconto c’è anche un gufo che spiega che quegli “ignorantoni cafoni degli umani dovrebbero produrre meno latticini, così che le mucche possano riposarsi di più, e bere più latte vegetale”; infine tra i protagonisti animali c’è un lupo che dichiara: “Sto facendo una dieta vegetale”. Ed è quel “sono dei ladri” che ha fatto salire la rabbia degli allevatori piemontesi. In un video pubblicato dalla Stampa, quasi una settimana fa, proprio a poche ore dalla pubblicazione e distribuzione del Diario Amico nelle scuole in 7mila copie, la signora Ilaria Dresco è salita su un palco del Foro Boario di Crodo sostenendo affranta: “Non voglio che mio figlio incontri un allevatore e gli dia del ladro”. Mentre la donna, moglie di un allevatore e mamma di un bimbo seienne, si pronunciava in pubblico, aveva già raccolto quasi mille firme online per chiedere alla direttrice dell’Ufficio scolastico IX, responsabile della pubblicazione, di ritirare dalle aule il Diario Amico. A rincarare la dose ci ha poi pensato la Cia – Agricoltori delle Alpi che ha definito i contenuti del Diario “del tutto inaccettabili, errati, fortemente ideologici e offensivi per gli allevatori”.