Davanti all’ingresso di un asilo francese, tra cartelloni di protesta e genitori preoccupati, spuntano cinque “nuove alunne” decisamente insolite: si chiamano Abondance, Amandine, Abeille, Arlette e Amsel. Non portano zaini né grembiuli, ma sono diventate il simbolo di una battaglia che un intero paese non vuole perdere. A Moosch, piccolo comune alsaziano di circa 1.600 abitanti, la protesta contro la possibile chiusura di una classe ha preso una forma tanto ironica quanto potente: iscrivere cinque manze alla materna.

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Una protesta che nasce dalla preoccupazione

La mobilitazione è scattata il 31 marzo quando una cinquantina tra genitori, cittadini e amministratori locali si è radunata davanti alla scuola. Sui cartelli, messaggi chiari: “I bambini non sono numeri” e “Non chiudete il futuro dei nostri figli”. Il problema è tutto nella denatalità: per mantenere le classi attive servirebbe un minimo di iscritti che, al momento, non è stato raggiunto. Secondo il sindaco José Schruoffeneger, mancano quattro bambini per evitare la soppressione di una sezione. Una soglia minima che, però, rischia di avere conseguenze molto concrete sull’offerta educativa del paese. Da qui la provocazione di far arrivare cinque nuove iscritte, mucche che in città non mancano.