Lo hanno accolto con cori, abbracci, pacche sulle spalle. E lui ha risposto col sorriso sotto il berretto che gli copriva i capelli e le sopracciglia rasate la notte di Halloween, quando è stato sequestrato e seviziato: è finita così la manifestazione di solidarietà al quindicenne di Moncalieri, sceso in piazza insieme ai genitori per lanciare un appello ed evitare che gli altri ragazzini andassero a farsi giustizia da soli. Ma intanto sono continuati gli insulti ai tre presunti responsabili, due maschi e una femmina accusati diviolenza privata, sequestro di persona e violenza sessuale.

Quindicenne torturato a Moncalieri, la procuratrice Avezzù: “Ragazzi abbandonati a loro stessi”

di Federico Gottardo

04 Novembre 2025

Dopo la spedizione punitiva di lunedì sotto casa di uno degli indagati, ieri mattina è stata la mamma del quindicenne a smorzare i toni con un appello alla calma. Oltre 140 giovanissimi, però, si sono riuniti in un gruppo WhatsApp e si sono dati appuntamento nel pomeriggio nella piazza centrale di Moncalieri: «Gli altri volevano sconfiggere la violenza con la violenza, io ho pensato di fare qualcosa di utile – racconta la quindicenne che ha organizzato la manifestazione, scrivendo un cartellone contro il bullismo –. Anche io e altri lo abbiamo subito, siamo tutti sconvolti e abbiamo paura che capiti ancora». Ci sono anche i compagni di scuola: «Conosciamo i colpevoli, se la prendono sempre con tutti e tutti a Moncalieri hanno litigato con loro. Hanno preso una brutta strada, non sanno gestire la rabbia e ora si meritano le botte. Devono farsi aiutare». Il quindicenne sequestrato è arrivato con i genitori: «Continuo a sperare nella legge – assicura la mamma – Mio figlio fa il duro ma ha gli occhi spenti. Non sta bene, è stato rovinato a vita per le violenze che ha subito. Hanno abusato di lui, anche sessualmente, ma non deve sentirsi diverso». «È stato uno shock quando lo abbiamo visto rasato – aggiunge il papà –. Però vogliamo giustizia e non vendetta».