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5 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:26

Anche il cuore di un essere umano adulto può essere in grado di auto-rigenerarsi e, quindi, di guarire dai danni causati ad esempio da un infarto. Basta solo “riattivare” un gene chiamato “ciclina A2” (CCNA2), che si “disattiva” dopo la nascita, e che è in grado di generare nuove cellule cardiache funzionati e aiutare così il cuore a riparare sé stesso. Questi sono i risultati rivoluzionari di uno studio del Mount Sinai pubblicato sul Npj Regenerative Medicine. La scoperta inedita, a firma di Hina Chaudhry, direttrice del reparto di Medicina Rigenerativa Cardiovascolare presso l’Icahn School of Medicine del Mount Sinai, e dal suo team, potrebbe portare a nuove tecniche per riparare i cuori danneggiati, in alternativa ai trapianti di cuore o ai dispositivi cardiaci impiantati, salvando potenzialmente moltissime vite. Solo in Italia infatti si registrano all’incirca 150mila infarti miocardici acuti ogni anno. Le malattie cardiovascolari, inclusi gli infarti, rappresentano la prima causa di morte nel paese.

Il nuovo lavoro poggia le sue basi su uno studio pubblicato nel 2014 in cui la stessa Chaudhry e il suo team sono stati i primi al mondo a rigenerare il cuore di un grande mammifero (maiale) dopo un infarto, riattivando il gene CCNA2. Ora, il nuovo studio dimostra che un vettore virale compatibile con l’uomo può innescare in modo sicuro ed efficace la divisione cellulare nelle cellule cardiache umane adulte.