PONTELONGO (PADOVA) - «Star, mio malgrado». Sono le prime parole con cui Roberto Martin, 84 anni, compiuti lo scorso 22 maggio, nato e vissuto a Pontelongo, commenta la sua partecipazione alla Maratona di New York, corsa alla quale ha preso parte per la terza volta, portando a termine gli oltre 42 chilometri in circa 7 ore. «Per me è sembrata una cosa tutto sommato normale, ma quando la gente mi chiedeva l’età, in molti si meravigliavano quando dicevo che sono nato nel 1941 e parecchi mi chiedevano di farsi una foto con me» spiega l’architetto, partito per New York giovedì 30 ottobre e rientrato ieri a Milano.

«Correre la maratona di New York è stata una grande emozione, indipendentemente dall’età - prosegue Martin - La corsa ha un percorso prevalentemente pianeggiante, ad eccezione dei temuti ponti. La linea di partenza è a Staten Island sul ponte di Verrazano, il primo chilometro e mezzo è leggermente in salita con un dislivello di circa 50 metri. Una volta terminato il ponte si arriva a Brooklyn e da questo punto in poi un tifo da stadio ci ha accompagnato per l’intera maratona. Siamo passati attraverso tutta la metropoli, incontrando ritmi, razze, profumi diversi. Il percorso, in gran parte privo di curve, è pianeggiante fino a circa metà gara, quando siamo giunti al ponte che collega Brooklyn con il Queens. Dopo aver corso qualche centinaio di metri nel Queens si entra a Manhattan. La 1st Avenue è un lunghissimo ed interminabile rettilineo, lungo più di 5 chilometri che attraversa Manhattan, qui il tifo è stato davvero assordante, ed è anche questo l’ingrediente che ti aiuta a superare ogni fatica».