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Secondo la Corte non spetta allo Stato centrale imporre obblighi e divieti all’attività degli NCC, che è invece di competenza regionale (la Corte ha equiparato quest’attività al trasporto pubblico locale, che è appunto di competenza regionale). Secondo la Corte, inoltre, il decreto ha adottato «mezzi sproporzionati» per assicurare la concorrenza nel settore, di fatto favorendo i tassisti (una categoria molto vicina alla maggioranza di destra).
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Una sentenza ha dato torto al governo e ragione alla Toscana, e potrebbe avere conseguenze anche altrove

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La riforma del codice della strada promossa da Matteo Salvini aveva introdotto regole molto severe

Non spetta allo Stato adottare atti che impongono obblighi e divieti agli esercenti il servizio di noleggio con conducente (NCC),…

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