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Ultimo aggiornamento: 15:42
La Corte costituzionale ha bocciato il decreto del ministero dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, sui veicoli Ncc, ovvero il servizio di noleggio auto con il conducente. Il provvedimento – numero 226 del 2024 – era stato impugnato dalla Regione Calabria sollevando un conflitto di attribuzione. Oggi la Consulta, con la sentenza n. 163 depositata in mattinata, ha dato ragione all’ente guidato dal forzista Roberto Occhiuto: il dicastero del leader leghista ha imposto divieti valicando i limiti statali nella materia “trasporto pubblico locale”, di competenza regionale. Secondo i giudici, i vincoli al servizio Ncc stabiliti dal decreto sono sproporzionati, rispetto allo scopo di tutelare la concorrenza, riservando ai soli taxi la possibilità di rivolgersi a un’utenza indifferenziata. Risultato: sono state annullate le norme contestate negli atti ministeriali, decreto e circolari attuative. Ma all’Unione consumatori non basta e il presidente Massimiliano Dona ha chiesto le dimissioni di Salvini. Il decreto era già stato fortemente contestato dalle associazioni Ncc. Il Tar del Lazio aveva già sospeso alcune parti contestate.









