Finisce un'èra a Palazzo Balbi. Non solo per la fine del terzo mandato di Luca Zaia, bensì anche per il pensionamento di Emanuela Maritan. Prima vicaria e poi responsabile della segreteria del presidente, veneziana di origine (è nata a San Donà di Piave) e trevigiana di adozione (vive a Visnadello di Spresiano), ieri la 61enne ha salutato i collaboratori conosciuti in quattro decenni di impiego pubblico, per la metà trascorsi all'ombra del leghista ma brillando di luce propria per professionalità e simpatia. Non c'era quindi da stupirsi al brindisi, condiviso con la collega Milena Fregonese a sua volta prossima alla quiescenza, nel vederla ironicamente vestita proprio come lui: in giacca e cravatta, rigorosamente blu.

Prima occupazione?

«Proprio qui a Palazzo Balbi, evidentemente era destino. Nel 1984 sono entrata come novantista, tre mesi agli Affari legislativi. Un'esperienza così bella che mi sono detta: “Voglio lavorare nel pubblico per sempre”. Ho vinto il concorso a San Donà di Piave, dal 1986 nella segreteria del sindaco Mario Cei, assegnata agli Affari istituzionali. Erano tempi in cui si lavorava ancora con la macchina da scrivere, sono stata la prima in Comune ad usare il computer. Dopo 11 anni ho chiesto la mobilità perché avevo voglia di cambiare e ho scelto la Provincia di Treviso approdando ai Lavori pubblici, dove ho messo a frutto la mia passione per l’informatica frequentando tanti corsi. Ho saputo che ancora adesso viene utilizzato il database per la gestione della corrispondenza che ho ideato allora. In compenso non conoscevo i politici della Marca».