Gli orfani di Luca Zaia si sfogano sui social: "La vedo tosta trovare una persona alla tua altezza", "Presidente grazie di tutto! Avrei voluto rivotare lei ma purtroppo non sarà così, ho paura per chi arriverà", "Sei stato il numero 1", "Presidente, ci mancherà! Questo è sicuro". Faccine con le lacrime: "Non riesco a pensare la Regione Veneto governata senza di lei presidente Zaia". Una sfilza di cuoricini: "Per noi sarai solo tu il nostro presidente del Veneto, non abbandonarci". Fino a un perentorio annuncio di astensionismo: "Per la prima volta in vita mia (ho 64 anni) non andrò a votare". Oltre un migliaio i commenti su Facebook, quasi tutti di questo tenore. Su Instagram lo stesso copione: "Lei signor presidente sarà unico e insostituibile", "Dopo Zaia dopo Zaia", "Zaia per tutta la vita, non ce ne sono uguali".

Dopo quindici anni da governatore con punte di consenso inimmaginabili (quasi il 77% nel 2020) e praticamente sempre al primo posto nei sondaggi di gradimento, ieri Zaia con la firma del decreto di indizione delle elezioni di fatto ha salutato i "suoi" veneti. Ma anche se non ricandidabile come presidente della Regione, perché il centrodestra non ha voluto cedere sul terzo mandato (che nel suo caso sarebbe stato il quarto), è molto probabile che alle elezioni del 23 e 24 novembre Luca Zaia sia ancora in partita. Esclusa, a quanto risulta, la lista Zaia, l'ipotesi è che il governatore uscente faccia il capolista della Lega in tutte le sette province, con l'obiettivo da un lato di ridimensionare il risultato di Fratelli d'Italia, ma anche di dimostrare la stima e il consenso che i veneti nutrono nei suoi confronti. La differenza rispetto al 2010, al 2015 e al 2020, però, è che nelle precedenti elezioni regionali gli elettori hanno trovato il nome di Luca Zaia stampato sulla scheda, stavolta invece lo dovrebbero scriverlo di proprio pugno con la matita copiativa.