I massimi giudici amministrativi lo hanno fatto respingendo il ricorso del Comune di Milano e dei costruttori per il cantiere di via Fauchè 9, oggi a processo per abusi edilizi e che ha previsto la "demolizione" di un "laboratorio-deposito" per fare spazio a una "palazzina residenziale" di 3 piani. I giudici Forlenza-Altavista-Guarracino-Basilico-De Carlo hanno confermato la sentenza del Tar Lombardia dell'estate 2024 per cui quel progetto è da considerarsi una "nuova costruzione" e non una "ristrutturazione edilizia", perché produce nuovo "carico urbanistico" sulla città e non vi è "continuità" fra il "precedente edificio" e quello "da realizzare al suo posto". Per il Consiglio di Stato anche le più recenti leggi, come quella del 2020 che ha ampliato ulteriormente il concetto di ristrutturazione, sono fondate sulla finalità "conservativa" di assicurare il "recupero" del "patrimonio edilizio esistente".
Inchiesta urbanistica, il Consiglio di Stato dà ragione ai pm di Milano: "Non sono ristrutturazioni"
La demolizione con ricostruzione di un nuovo edificio può essere classificata come "ristrutturazione" edilizia solo se è garan...






