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Per ora, l'obiettivo principale resta la chiusura della prima fase, con il ritorno di tutti gli ostaggi israeliani defunti ancora a Gaza

Spiragli di speranza per la partenza della seconda fase del piano di pace di Donald Trump per Gaza. Hamas è "determinata a rispettare l'accordo" di cessate il fuoco - spiega il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - ed è anche "pronta" a cedere il potere a un "comitato palestinese" che amministri la Striscia, annuncia il ministro degli esteri turco Hakan Fidan, che sabato ha incontrato i vertici del gruppo estremista palestinese e ieri ha visto riuniti a Istanbul i colleghi di Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania, Pakistan e Indonesia. Dal canto suo, Washington sarebbe pronta ad accettare che Hamas ceda le armi pesanti ma tenga quelle leggere come i fucili per autodifesa, è la voce che arriva dall'imprenditore palestinese-americano Bishara Bahbah, l'uomo che ha contribuito a mediare con Hamas per il cessate il fuoco. Il disarmo, come prevede il piano di pace, è condizione necessaria anche per garantire un salvacondotto ai combattenti di Hamas che vogliano lasciare l'enclave. E 200 sono ancora bloccati all'interno dei tunnel nell'area di Rafah. Era trapelato che Israele stesse valutando di concedere loro una via di fuga se avessero consegnato le armi. Ma ieri, nonostante indiscrezioni sul pressing americano, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito: non permetterà il passaggio sicuro dei terroristi e "mantiene la sua ferma posizione sul disarmo di Hamas e sulla smilitarizzazione della Striscia". Su quest'ultima - sostiene la Turchia - "c'è ancora da fare".